Allo stato attuale della tecnologia elettronica, i raffronti
fra cervello e rete neurale artificiale mostrano che vi è ancora una grande
distanza da coprire quando vengono considerati come sistemi complessi a molti
componenti.
Il cervello umano contiene circa 1011 neuroni e 1015 sinapsi
cioè, in media, circa diecimila sinapsi per neurone.
Con l'attuale tecnologia microelettronica, è pensabile che si possa mettere
insieme un sistema contenente 109 componenti. Tenendo presente che
per emulare la funzione di una sinapsi occorrono almeno un centinaio di componenti,
si vede che siamo ancora molto lontani dal raggiungere una complessità paragonabile:
ci sarebbero ancora 8 ordini di grandezza di differenza come numero di componenti
elementari.
I neuroni cerebrali sono però molto più lenti dei componenti elettronici attivi:
un transistore può commutare in intervalli di nanosecondi, mentre nei neuroni
i processi si svolgono in intervalli di millisecondi. Dunque, sotto questo aspetto,
vi sarebbe un differenza di 6 ordini di grandezza a vantaggio dei componenti
elettronici. Ma questo è compensato dal fatto che, mentre nei calcolatori elettronici
alla Von Neumann i processi computazionali sono sequenziali nel tempo, nel cervello
procedono in parallelo e con memoria associativa e per questo i processi di
elaborazione decisionale sono molto più rapidi.
Nel considerare l'efficienza energetica del cervello, si stima che esso consumi
circa 10-16 joules per operazione al secondo, mentre oggi il più
efficiente dei calcolatori arriva a consumare non meno di 10-6 joules
per operazione al secondo. Da questo punto di vista, abbiamo quindi una differenza
di dieci ordini di grandezza a svantaggio del calcolatore elettronico che incontrerebbe
problemi di dissipazione termica insolubili con gli attuali componenti e circuiti.
Grazie alla complessità delle reti cerebrali e alla loro
efficienza energetica, il cervello ha la capacità di autoorganizzarsi in modo
da compiere elaborazioni complesse come: il riconoscimento di forme, il controllo
dei movimenti muscolari, la percezione e la comprensione sensoriale.
In questi compiti il cervello è molto più rapido di un supercomputer gestito
anche con il più efficace dei programmi di Intelligenza Artificiale: ad esempio
il riconoscimento di una voce, di un'immagine può richiedere al cervello secondi
o frazioni di secondo, mentre occorrerebbero giorni per farlo anche con il più
veloce dei calcolatori digitali alla Von Neumann.
Il cervello è un sistema di elaborazione non-lineare a parallelismo massiccio,
ad alta complessità, che funziona per associazione di idee, cioè in modo completamente
diverso dal calcolatore digitale di Von Neumann basato su sequenze di istruzioni
programmate. Il suo modo di funzionare può essere simulato, almeno in parte,
ricorrendo alle reti neurali artificiali che costituiscono un paradigma computazionale,
ispirato dalle conoscenze delle neuroscienze in cui la macchina elettronica
è vista come "metafora del cervello", alternativo al modello di macchina
sequenziale di Von Neumann.
Gli unici compiti in cui il calcolatore digitale supera di gran lunga il cervello
umano, sono quelli riconducibili alla sequenza di semplici operazioni aritmetiche.
Il cervello presenta prestazioni che sarebbe auspicabile
poter avere anche in un sistema elettronico artificiale:
Nonostante le grandi differenze quantitative e qualitative come sistema complesso,
può essere dunque istruttivo e fruttuoso simulare il cervello con le reti neurali,
perché consente di progredire nella comprensione e nel progetto di nuove macchine
computazionali, diverse dal calcolatore digitale alla Von Neumann.
In gran parte il funzionamento del cervello, e quindi anche quello delle reti
neurali, può essere analizzato con i metodi statistici della fisica applicabili
ai sistemi complessi a molti componenti. Ciò permette di progredire nella comprensione
delle macchine computazionali ma, nel contempo può fornire nuovi modelli e strumenti
di indagini alle scienze cognitive.
Rispetto a una rete neurale il calcolatore digitale riesce
a:
L’approccio che si dà ai problemi con elaborazione digitale influenza in maniera
decisiva il modo di risolversi, cioè le soluzioni: se un problema è intrattabile
con il calcolo matematico, viene scartato ogni possibile approccio alla soluzione
del problema in questione.
Si può dire ancor di più: i ricercatori non sono pienamente consapevoli di come
vengano forzati dallo strumento con cui lavorano a dare soluzioni secondo l’approccio
possibile consentito dallo strumento usato.
Sicché si può finanche affermare che il mezzo usato per risolvere un problema
ha un significato per se stesso (medium has a meaning of its own).
Perciò il mezzo usato può suggerire approcci che non sarebbero mai stati pensati
e soluzioni che non sarebbero state mai trovate in altro modo, usando un altro
strumento.
Forse è questo il motivo per cui il sistema cerebrale è costruito con struttura
così flessibile e adattiva a diversi possibili processi con approcci alternativi
e probabilistici.
Gli approcci dell'intelligenza artificiale classici come
pure i sistemi esperti sviluppati con rappresentazioni dichiarative e procedurali
della conoscenza, si basano sempre su meccanismi sequenziali che procedono secondo
programmi algoritmici a passi successivi logico-deduttivi con sistemi di calcolo
alla Von Neumann. In questo tipo di macchina tutte le informazioni - dati e
programmi - sono raccolte nell'unità di memoria e l'esecuzione delle istruzioni
del programma sui dati dipende dall'interazione fra memoria e processore. Il
canale che collega queste due unità costituisce "il collo di bottiglia"
dell'intero sistema poiché istruzioni, dati da elaborare e risultati da memorizzare
devono muoversi avanti e indietro fra le due unità, uno alla volta, passando
sempre per questo stesso canale. Si aumenta la velocità di calcolo aumentando
la velocità dei circuiti elettronici, ma l'esecuzione è sempre di tipo algoritmico
con procedura seriale implementata su macchine sequenziali a stati finiti alla
"Von Neumann".
Oggi si cerca di superare i limiti tecnologici ed epistemologici su cui si basa
il processo algoritmico-seriale delle macchine di Von Neumann con un'impostazione:
il nuovo approccio si fonda sul paradigma connessionista di "rete neurale",
così chiamata per analogia con la rete biologica del cervello composta di neuroni
collegati fra loro da sinapsi.
Il vecchio punto di vista, che pretende di simulare e comprendere il funzionamento
della nostra mente ispirandosi all'analisi del calcolatore sequenziale a stati
finiti, viene in un certo senso pratica ribaltato: invece di ricondurre il confronto
del nostro cervello alla struttura del calcolatore sequenziale, si parte dal
modello che possiamo farci della nostra mente, con le conoscenze di cui attualmente
disponiamo, per costruire una macchina con struttura a rete neurale che ne emuli
il comportamento.
Nel caso del calcolatore di Von Neumann si pone l'enfasi
sulla rappresentazione simbolica della conoscenza e quindi su regole e procedure
sequenziali con memorizzazione dati e programmazione di problemi eseguiti con
blocchi funzionali fra loro ben distinti, il nuovo approccio con le reti neurali
si differenzia perché memorizzazione ed elaborazione sono inestricabilmente
intrecciate fra loro. Queste attività vengono svolte con reti che si autoconfigurano
seguendo processi paralleli nel tempo e che si adattano ai dati di ingresso
della macchina in modo da raggiungere in uscita la minima discrepanza fra la
soluzione teorica e il risultato pratico. L'informazione viene elaborata non
grazie a istruzioni scambiate fra unità differenti, ma generando valori di attivazione
nelle diverse unità neurali e modificando le connessioni fra loro. Il nuovo
sistema cerca con continuità nel proprio interno i valori appropriati da dare
ai pesi della rete neurale in modo che essa si adatti ai dati di ingresso per
fornire l'uscita ottimale che rappresenta la soluzione cercata del problema.
In questo senso l'autoapprendimento diventa il processo fondamentale per il
nuovo paradigma connessionista che si sviluppa in una configurazione di stati
via via qualitativamente diversi in modo continuo e spontaneo, al fine di raggiungere
la soluzione del problema. L'auto apprendimento avviene non attraverso cambiamenti
di stato di una macchina a stati finiti, bensì per cambiamenti della struttura
connessionista dello stesso sistema: connessioni esistenti vengono alterate,
connessioni nuove si formano, altre invecchiano e si indeboliscono. Sicché il
calcolo viene interpretato non in termini di messaggi che cambiano gli stati
della macchina, quanto di nuovi stati resi attivi dai nuovi pesi generati nella
rete neurale.
Nella macchina di Von Neumann si fa una netta distinzione fra l'informazione
che deve essere elaborata e la struttura che la elabora, nel nuovo paradigma
l'informazione risulta dalla forma che assume via via la struttura di rete grazie
all'attivazione di nuove connessioni: informazione e struttura si combinano
riflettendosi l'una nell'altra. In questo senso l'algoritmo della macchina sequenziale
a stati finiti non ha "una sua storia di apprendimento": le sue prestazioni
sono sempre le stesse, così come le ha programmate chi lo ha concepito. Viceversa
la rete neurale acquista esperienza con tentativi successivi nel tempo: apprende
"provando e riprovando" e su questa base elabora nuova conoscenza.
Cervello e macchine elettroniche a confronto
I termini di paragone allo stato attuale dello sviluppo tecnologico
possono essere riassunti nella tabella che segue
| Calcolatore alla Von Neumann | Reti neurali | Cervello | |
|---|---|---|---|
| Materiale | inorganico (silicio) | inorganico (silicio) | organico (carbonio) |
| Componenti | transistori | transistori | neuroni |
| Unità di elaborazione | poche ma complesse | molte e relativamente semplici | moltissime ma semplici |
| Memoria | distinta dall’unità di elaborazione e dimensionata in capacità come numero di caratteri | combinata con la elaborazione nei neuroni artificiali e dimensionata come numero di connessioni | combinata con la elaborazione nei neuroni naturali e dimensionata come numero di connessioni |
| Velocità operativa | altissima (miliardi di istruzioni al secondo) | media con passi di elaborazioni nel microsecondo | bassa con passi di elaborazione nel millisecondo |
| Tipo di elaborazione | sequenziale o modestamente parallela | parallela | massicciamente parallela |
| Struttura sistemistica | non ridondante | modestamente ridondante | molto ridondante |
| Rappresentazione dell’informazione | simbolica | configurazioni topologiche | significato dei simboli |
| Dissipazione | grande | modesta | molto piccola |